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Venezia

C’è solo un uomo, fermo, immobile, in mezzo a Piazza San Marco, circondato dalle fioche luci che si riflettono nell’acqua. L’acqua cade a fiotti dal suo ombrello giallo, la pioggia è sempre più intensa, eppure lui non sembra risentirne. Fa freddo, e da poco hanno suonato le sirene per avvisare dell’imminente arrivo dell’acqua alta. Qualcuno gli passa accanto di fretta, diretto verso un riparo, ma lui resta lì. In attesa di qualcosa, o perso nei ricordi.

Sono queste le immagini che preferisco di Venezia

Una Venezia vuota, silenziosa, malinconica. La sua bellezza esplode di notte, quando è illuminata da luci basse e calde, le ombre lunghe dei palazzi storti, quando il silenzio profondo è interrotto da un passo veloce o dal suono delle campane o dalle risate dei gabbiani. La nebbia fitta aiuta a nasconderti ancora meglio da eventuali altre presenze, e resti lì, circondato dai fantasmi tuoi e della città.

Venezia è acqua

E’ lo sciabordio delle onde sugli scafi; è i riflessi dei lampioni nei canali o sulle strade bagnate; è l’acqua alta che ti coglie all’improvviso; è la nebbia che ti entra fin nelle ossa nelle fredde giornate invernali.

Non esiste luogo più affascinante di Venezia.

E’ difficile descriverne l’atmosfera, forse è affine a tutte quelle anime irrequiete come me. E’ come un essere vivente, che inspira ed espira con le maree, che risplende nelle giornate di sole, quando si sente bella, per poi rifugiarsi, malinconica, nella nebbia. Ha talmente tanta vita vissuta da raccontare, tanta bellezza, oggi sfiorente, da offrire, ed è sopraffatta da quella marea di persone che la calpestano per averne solo un assaggio superficiale.

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